Ciao a tutti!

Questo blog è destinato agli alunni e docenti di italiano dell'UFRGS, ma anche a tutti gli amanti della lingua e della cultura italiana , affinché vi possano divulgare i propri scritti e scambiare idee, chiarire dubbi sul loro corso di laurea, di post-laurea e, più in generale, su questioni legate alla lingua, alla glottodidattica, alla cultura, alla storia, all'attualità italiane. Si propone anche di divulgare i principali appuntamenti dell'agenda culturale italiana a Porto Alegre e nel RS nonché le diverse iniziative editoriali e mediatiche in lingua italiana e/o bilingue. Speriamo che tutti assieme riusciremo a fare un bel lavoro!

mercoledì 3 ottobre 2007

Comentário sobre "A rifa", de De Sica

O colega Eduardo Elisalde, ministrante do ciclo Vittorio De Sica e o Neo-realismo: a redescoberta da Itália, nos deixou um comentário sobre o filme que apresentará amanhã, o qual reproduzimos aqui:

Convido a todos para a exibição do filme "A Rifa", segundo encontro do Ciclo de filmes do diretor Vittorio De Sica. Este filme pertence ao projeto Boccaccio '70, que contou com a participação de quatro mestres do cinema italiano: De Sica, Fellini, Moniceli e Visconti. Com o objetivo de criarhistórias fiéis ao estilo cômico e sensual do autor de Decameron, coube a cada diretor apresentar sua versão moderna dos eternos conflitos humanos entre moral e sexo, todos com um personagem feminino como centro da narrativa (no caso de "A Rifa", a estonteante Sophia Loren). Com roteiro de Cesare Zavattini (Vítimas da Tormenta, Ladrões de Bicicleta, Milagre em Milão), um dos criadores do Neo-realismo, o filme narra a agitação em uma pequena cidade com a presença de um parque de diversões itinerante e a existência de uma "rifa" que tem como prêmio uma noite de amor com Zoe (Sophia Loren). Com um tom popular que não faz concessões ingênuas à demagogia, esta é mais uma grande comédia italiana.
O QUÊ? Vittorio De Sica e o Neo-realismo: a redescoberta da Itália - "A rifa", 1962
QUANDO? Quinta-feira, dia 04 de outubro, 14h
ONDE? Laboratório de vídeo (sala 212) do Instituto de Letras - Campus do Vale.

martedì 2 ottobre 2007

Caponata do Vinícius

No ritmo das receitas de sucesso que puderam ser conferidas no coquetel do projeto "Cinema italiano na UFRGS", oferecemos agora a receita da deliciosa caponata do Vinícius. Ele, além de ser muito importante para nosso projeto, já que é projecionista da Sala Redenção, ainda nos presenteou com esta maravilhosa contribuição ao nosso coquetel. Valeu, Vinícius!

Ingredientes:
- 2 berinjelas
- sal
- ¼ xícara de vinagre (pode ser de vinho tinto)
- 2 dentes de alho
- orégano
- pimenta vermelha (pequena)
- salsa e cebolinha picadas
- ½ xícara de azeite de oliva
- azeitonas pretas
- champignon

Modo de preparar:

- Descascar as berinjelas e cortar em pedacinhos.
- Colocar sal e deixar “de molho” por 24 horas.
- No dia seguinte, espremer e deixar escorrer bem o líquido, deixando-as soltas.
- Colocar o vinagre e deixar de molho por mais 24 horas, repetindo a operação anterior.
- Temperar com: alho, orégano, pimenta vermelha, salsa e cebolinha picadas, azeitonas pretas, champignon, azeite de oliva (a gosto).
- Acondicionar em vidros cobrindo com uma camada de azeite e guardar na geladeira.

La focaccia ligure

Florence Carboni

Non è facile dare la ricetta della focaccia ligure. Soprattutto è difficile indicare esattamente la quantità degli ingredienti. Chi fa la focaccia deve "sentire" la pasta. Comunque, ci provo.
Gli ingredienti sono: farina, lievito di birra, sale, olio d'oliva (extravergine, se possibile).
Mettere la farina (circa mezzo chilo, diciamo) in un recipiente di vetro o di terracotta oppure di plastica (mai di metallo – il metallo è troppo freddo, ostacolerebbe la fermentazione), farci una fontana e metterci il lievito di birra (quello fresco oppure quello chimico), disfatto in circa 40 cl di acqua (meglio se minerale - anche gasata) tiepida.
Si ottiene una pasta molle che va lavorata per circa cinque minuti con un cucchiaio di legno. Vi si aggiunge del sale ed eventualmente un po' d'olio d'oliva e si continua a lavorarla, adesso con le mani (se le si ha abbastanza calde), aggiungendo la farina progressivamente finché la pasta non si attacca più alle mani. Ma non va aggiunta troppa farina - la pasta non deve diventare troppo dura. È un lavoro che è meglio fare direttamente sulla spianatoia. La pasta va lavorata molto e va sbattuta sulla spianatoia, per attivare il processo di lievitazione.
Poi se ne fa una palla che, molto delicatamente, si mette in un recipiente (lo stesso in cui si è iniziata la lavorazione della pasta) abbastanza capiente (poiché il volume della pasta raddoppierà). Vi si sparge un po' di farina e si ricopre con uno strofinaccio, mettendo il tutto in un posto caldo, senza correnti d'aria (l'ideale è nel forno spento - se si ha premura, nel forno al minimo minimo, con la porta un po' aperta).
Una volta cresciuta (dopo circa un'ora), si divide la pasta in due (o tre - dipende) pezzi che vanno "tirati", dandogli il formato che si vuole (dipendendo dalla teglia in cui la focaccia sarà cotta), con uno spessore di meno di mezzo centimetro, e che viene sistemato in teglie di metallo, unte con un po' d'olio d'oliva. Le focacce devono riposare in un posto caldo finché non saranno cresciute fino a circa un centimetro (un po' più, un po' meno, dipende come piace). Molto delicatamente, evitando correnti d'aria, si "schiaccia" la pasta con la mano unta d'olio d'oliva. Si fa emulsionare un po' d'acqua tiepida con dell'olio d'oliva e si pennellano le focacce (delicatamente), cospargendole poi con il sale (e/o con quello che piace - rosmarino, origano ecc.).
Le focacce vanno direttamente in un forno caldissimo, per poco tempo (una decina di minuti al massimo). Quando escono dal forno, vi si rimette un po' d'olio crudo.
Buon appetito a tutti.

CINEMA PER RICORDARE E SPERARE

Florence Carboni



Venerdì 28 settembre, nell'ormai ventenne Cinema Redenção, situato nell'accogliente centro culturale che costituisce il campus centrale dell'UFRGS, è stato presentato e discusso il film Roma, Città Aperta, secondo incontro del progetto Cinema Italiano na UFRGS. A più di sessant'anni dalla prima esibizione, il film di Rossellini non ha perso la sua capacità di commuovere e di provocare sentimenti che vanno dal ripudio di ogni tipo di tirannia, alla fiducia negli esseri umani e nella loro capacità di unirsi ed organizzarsi per liberarsi dall'oppressione e migliorare le proprie condizioni di vita, passando dall'ammirazione nei confronti della gente umile di Roma e di tutte le città d'Italia e d'Europa che ha saputo far prova di un eroismo quotidiano, nel sopravvivere con dignità e nel dimostrare solidarietà verso quelli che, nella lotta contro il nazi-fascismo, hanno scelto la strada dell'abnegazione e della guerriglia, senza la quale l'azione degli eserciti alleati non sarebbe stata la stessa.

I numerosi partecipanti alla sessione di venerdì (circa 50 persone), tra cui vanno segnalati Francesco Barbaro, Console Generale d'Italia a Porto Alegre, Arcanjo Pedro Briggmann, attuale direttore dell'Istituto di Lettere dell'UFRGS, nonché di colleghi docenti, come il nostro professor Robert Ponge del dipartimento di francese, hanno contribuito in modo attivo alla discussione che è susseguita alle scene commoventi girate nella Roma distrutta dalla guerra, con attori non professionisti sopravvissuti alle atrocità perpetrate dal fascismo, ma anche grazie alla performance di attori indimenticabili come Aldo Fabrizi e Anna Magnani, che con quest'interpretazione vinse il nastro d'argento a Cannes nel 1946.
Durante il ricco dibattito è stata ricordata tra l'altro la scarsità delle risorse materiali con cui è stato fatto questo film, che spesso appare come un reportage, da cui è stato eliminato ogni elemento romantico. La nostra Aline Pereira de Barros, studentessa d'italiano e corresponsabile del progetto Cinema italiano na UFRGS, ha sottolineato la diluizione della figura dell'eroe in diversi personaggi – Pina, il prete, il partigiano, il bambino ecc – caratteristica del neorealismo. Il console Francesco Barbaro, invece, ha enfatizzato che il vero eroe del film è appunto la lotta dei partigiani comunisti per la liberazione dell'Italia, facendo notare anche l'assenza, sicuramente voluta da Rossellini, degli Alleati. Per il professor Paulo Kroeff, ex-docente presso la facoltà di psicologia dell'UFRGS, un elemento essenziale del film è il far vedere che l'essere umano può fare cose meravigliose – difendere ideali, essere solidale – e terribili – uccidere, torturare, togliere la libertà agli altri.

Va rilevato anche l'originale intervento del signor Briggmann, che, nel titolo del film, oltre alla denotazione storica di città ceduta alle forze nemiche senza combattimenti, vede anche un aspetto metaforico. E cioè, la speranza, l'apertura, in un'allusione alle Vene aperte dell'America Latina di Galeano. Al di là delle moltissime altre considerazioni sul film di Rossellini, tra i cui sceneggiatori figurava anche il famoso Fellini, la professoressa Nara Machado, docente di architettura alla PUC, ha anche ricordato che le storie messe in scena in Roma, città aperta devono indurci a riflettere su situazioni analoghe di violenze e torture promosse dalle dittature militari sudamericane tra gli anni 1960-1980 e sulla necessità di punire i responsabili.
Attorno al piccolo rinfresco, alla buona, offerto dalle organizzatrici dopo il dibattito, molte lingue si sono sciolte e sono venute fuori nuove riflessioni e nuove idee interessanti sul film di Rossellini, sul cinema in generale, sulla lingua e la cultura italiana ecc. Ossia, ancora una volta, come in occasione della presentazione del film Padre Padrone, lo scorso 23 agosto, siamo riusciti ad unire l'utile al dilettevole.
Il 26 ottobre, durante la VII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che avrà come tema "l'Italia e il mare", il ciclo Cinema Italiano na UFRGS presenterà Preferisco il Rumore del Mare, film del 2001, di cui Mimmo Calopresti è direttore, co-sceneggiatore ed interprete. Attraverso la storia di due bambini, questo film ci parla dei disagi sociali della Calabria di oggi, della mafia, del divario tra Nord e Sud della penisola italiana, della corruzione, dell'incomunicabilità intergenerazionale. Un film verità, che, mantenute le dovute proporzioni, è in qualche modo erede dei capolavori del neorealismo.

Dia do Tradutor

Em comemoração ao dia do tradutor (ocorrido em 30/09) o Instituto de Letras da UFRGS promove amanhã, dia 3 de outubro, às 10h30min, no Auditório Celso Pedro Luft, a palestra "Os caminhos da tradução e da interpretação", com a tradutora e intérprete Vanise Dresch.

"A rifa", de Vittorio de Sica, é exibido no Instituto de Letras

Acontece na quinta-feira, dia 04 de outubro, o segundo encontro da atividade de extensão Vittorio De Sica e o Neo-realismo: a redescoberta da Itália.
Desta vez, o filme a ser apresentado por Eduardo Elisalde Toledo, aluno do curso de italiano da UFRGS, é "A rifa", de 1962.
A atividade acontece no Laboratório de vídeo (sala 212) do Instituto de Letras - Campus do Vale.
Informações pelo email daniela.norci@ufrgs.br ou pelo fone
3308-7355, com Daniela.

“Casomai” e “I Clowns” na ACIRS

Na próxima quinta-feira (dia 4, às 18h30min), a ACIRS – Língua e Cultura Italiana exibirá o filme “Casomai” (2002), dirigido por Alessandro D’Alatri. Após a sessão, haverá debate coordenado pelo professor Emilio Daiocchi. No sábado (dia 6, às 14h), a película projetada será “I Clowns” (1971), de Federico Fellini. O professor Daniel Gonçalves coordenará a discussão sobre o filme. Ambas sessões ocorrem no Centro Cultural ACIRS (R. Dr. Flores, 105 – 1º andar – Porto Alegre) e têm entrada franca. Informações pelo telefone (51) 3212-5535 ou pelo e-mail cinema@acirs.org.br.
Fonte: Il Mondo Italiano - 239